21 • Amori Pellegrini Sui Sentieri di Santiago

Ero arrivato alla stazione di Bayonne nel pomeriggio. Fatto il biglietto del trenino per Saint Jean Pie De Port, stavo lì a guardarmi intorno.

Era già la terza volta che andavo per camminare verso Santiago. Ormai dopo i primi due anni di Cammino, sapevo che mi avrebbe fatto bene: camminare a contatto con la natura, fa bene ed aiuta ad essere felici.

Ciò che fa bene è porsi degli obbiettivi e raggiungerli.

Una bellissima donna leggeva un libro,  seduta con garbo su una panchina della stazione. Sembrava straniera e aveva l’aria di chi aspetta qualcuno, il marito, forse, un gruppo di amici. L’aspetto, le scarpe, il cappello: chiaramente era una pellegrina, era bellissima, splendeva come il sole.

La vidi poco dopo, prendere il treno con un gruppetto di altri pellegrini, stranieri anch’essi, rumorosi ed entusiasti per l’avventura del Cammino di Santiago.

Quando arrivai a SJPD, mi ritrovai per caso a condividere con quello stesso gruppo la stanza in ostello.

Quella sera il mio umore era influenzato dalle tossine di un anno di lavoro intenso e stressante e la mia vita privata era sempre un puzzle da ricomporre. Avevo voglia di scegliere delle “tessere” belle colorate e creare un paesaggio luminoso dove immergermi dentro.

Io ero da solo, tutti gli altri erano andati a cena. Io avevo voglia di stare con me stesso, fino a quando arrivò lei e si presentò. Era svedese ma viveva in Germania, in un perfetto inglese mi chiese:

 “Would you like to walk with me tomorrow?”

La mia risposta: “I’ll be very happy to walk with you”

Al mattino, dopo una notte insonne per l’emozione del Cammino, fui il primo ad alzarmi e uscii subito dalla stanza senza far rumore e senza dare noia agli altri che dormivano. Dopo qualche secondo, anche lei, la svedese, fu insieme a me. In silenzio andammo a fare colazione e poi l’ascesa verso Orisson. Quella mattina le nostre ombre erano uno accanto all’altra, la salita impegnativa, ebbe bisogno anche del mio silenzio per arrivare fino in cima. Stare in silenzio mi permise di ascoltare la storia della donna che muoveva i suoi primi passi sul suo Cammino di Santiago, insieme a me. Agli sconosciuti si racconta davvero tutto senza la paura di essere giudicati. Io ero uno sconosciuto che ascoltava in silenzio senza giudicare.

Dopo un po’ i suoi passi furono più veloci dei miei. Io mi fermai e rimasi a godermi la musica della natura e la bella giornata di sole. Dopo ripresi il mio cammino e dietro una curva, con mia sorpresa ritrovai la mia compagnia di quel primo giorno. Arrivammo insieme a Roncisvalle e poi decidemmo di andare a dormire qualche km più avanti in una pensione tranquilla. La sera dopo una cena semplice e frugale, capii che c’era nell’aria la voglia di ascoltarsi e così fu nei giorni successivi. Quell’anno arrivammo insieme a Santiago di Compostela e l’anno successivo andammo a camminare insieme il Cammino del Nord partendo da Irun e poi ancora, La Ruta de La Plata da Siviglia, Il Cammino del San Salvador, Il Cammino Primitivo e poi nuovamente il Cammino Francese. La nostra fu una storia d’amore e di Cammini, fino a quando le nostre ombre decisero di intraprendere la propria strada in solitaria e poi in compagnia di altre “ombre pellegrine”.